20 Settembre 2018
[]

GESU´, FACCI VEDERE LA VIA!

18-05-2017 11:15 - Riflessioni di Don Antonio
Vangelo di domenica. Sono due gli interlocutori di Gesù nel Vangelo di questa domenica (Giovanni, 14,1-12). L´uno è Tommaso, il più concreto e addirittura "materialista" dei dodici, quello che dubiterà della risurrezione finché non avrà toccato con mano. Quanto a concretezza, l´altro non è meno: quando Gesù, di fronte a una folla affamata, aveva chiesto ai discepoli di dare loro da mangiare, Filippo aveva fatto un rapido calcolo: non basterebbero duecento denari di pane.
Tommaso, Filippo e gli altri sono a mensa per l´ultima cena. Prima Gesù ha lavato loro i piedi e ora sta facendo appello alla loro fede di fronte al momento decisivo della prova. Fede è fidarsi, aprirsi alla verità e alla bontà di ciò che per adesso non si vede e non si tocca, ma forti di un´esperienza già fatta: tutto ciò che i discepoli hanno sperimentato nel tempo trascorso con Gesù. Adesso si tratta di abbandonarsi e mettere in gioco la propria vita, coinvolgersi personalmente nella vicenda del Maestro. Per questo, nei pochi versetti del brano, è chiamata in causa più volte la loro fede. Quello che deve esser chiaro (ma non lo è ancora per Tommaso e per Filippo) è che la fede non è rispondere alla domanda in che cosa si crede, ma in Chi si crede, e quindi di Chi ci si fida, Chi si è disposti a seguire.
Chiedendo di sapere la via, Tommaso vuole informazioni sul percorso per giungere a destinazione e a quel punto fermarsi, stare. Ma la via di Gesù è inseparabile dalla verità e dalla vita, si tratta di un insieme dinamico: la verità non si sa ma si vive, il "conoscere" di Gesù e di tutta la Bibbia è un verbo che dice un legame non intellettuale ma affettivo, una relazione personale, intima e addirittura amorosa.
Qualcosa di simile lo si ritrova nelle risposte di Gesù a Filippo che vuol vedere il Padre: un vedere materiale, di qualcosa e non di Qualcuno. La sua richiesta ("mostraci il Padre e ci basta") è analoga a quella di Tommaso sulla via: non cerca una relazione, ma si accontenta di un contatto, vedere senza il bisogno di incontrare, mantenendo le distanze o addirittura l´estraneità. Qualcosa di statico anziché un´esperienza dinamica.
Nella sua risposta Gesù ("se venendo dietro a me non ti sei accorto di aver già visto il Pa-dre, hai solo perso tempo...") collega il futuro dei discepoli a quello che hanno già sperimentato vivendo con lui: il suo andare verso le persone con gesti di misericordia, con parole di perdono, incontri che dicono accoglienza, rispetto profondo, percorso di liberazione dal male e dal peccato, cammino verso la vita. Tutto questo è già incontro con il Padre, esperienza del suo amore per l´umanità.
E non solo: da questo flusso di vita, di salvezza, di amore donato e ricevuto adesso il discepolo è coinvolto a tal punto da diventarne lui stesso protagonista: capace di compiere le opere di Gesù o addirittura opere più grandi, perché col ritorno di Gesù al Padre il disegno della salvezza è compiuto, adesso sarà la vita dei credenti a mostrarne l´efficacia.
È iniziata e ancora continua quella che Emmanuel Mounier chiamò "l´avventura cristiana": stare nel divenire storico con la certezza di qualcosa che ci riguarda da vicino e reclama il nostro impegno personale e comunitario, caritativo e sociale, ecclesiale e civile... ma che è possibile perché ancorato al mistero dell´amore pienamente rivelato in Cristo e accolto in quell´abbraccio d´amore che è la Santissima Trinità.

Don Antonio

[Realizzazione siti web www.sitoper.it]
close
Richiedi il prodotto
Inserisci il tuo indirizzo email per essere avvisato quando il prodotto tornerà disponibile.



Richiesta disponibilità inviata
Richiesta disponibilità non inviata
invia ad un amico
chiudi
Attenzione!
Non puoi effettuare più di 10 invii al giorno.
Informativa privacy
Testo dell'informativa da compilare...
torna indietro leggi Informativa privacy  obbligatorio