“VERSO UN MONDO DOVE E’ ANCORA TUTTO DA FARE E DOVE E’ ANCORA TUTTO, O QUASI TUTTO, DA SBAGLIARE”

Quell’immaginario di una tradizione a volte stanca e ripetitiva, si rinnova trasformandosi nello scenario che accoglie la Storia dell’umanità, il “Luogo della Storia”.

S. Natale 2021

Care/i,
l’anno trascorso ha portato con sé molte fatiche ed opportunità, ha preteso che “tenessimo il passo”.
Sì, ma quale passo?
Fare, disfare, ricostruire, di nuovo modellare, in un continuo e flessibile modulare, il cui orizzonte lungo, necessario per la nostra associazione, si è dovuto rapportare con orizzonti temporalmente ristretti ed obbligati dall’incertezza di questo tempo.
Abbiamo combattuto fuori e dentro di noi un’eterna battaglia, ancora non risolta, tra il passo frenetico del controllo ed il passo rallentato ed incerto di una realtà mutevole. Ci siamo aperti all’imprevedibilità, alla dinamicità dei nostri movimenti, all’imprevisto. Una situazione che in molti casi ha messo in discussione le nostre rigidità organizzative ed i nostri ripiegamenti perché le cose alla fine potessero tornare.


Certo è che questo nuovo passo ci ha risvegliato dai torpori del conosciuto, interrogandoci su nuovi modelli, sperimentando nuove attività e modalità, guadagnandone a volte di spontaneità e di leggerezza.


Aprirsi all’imprevedibile e all’ignoto è passare dalla dimensione orizzontale ed organizzativa degli uomini a quella verticale e trascendente.
Ancora una volta viviamo il Natale contemplando quella Mangiatoia che dopo tanti anni si mostra come dato di fatto, come luogo inevitabile. I nostri schemi tradizionali ce lo impongono. Quell’immaginario di una tradizione a volte stanca e ripetitiva, si rinnova trasformandosi nello scenario che accoglie la Storia dell’umanità, il “Luogo della Storia”. La dura realtà del “non c’era posto per loro nell’albergo” (Lc 2,7) si trasforma nella concretezza della Mangiatoia che accoglie la Speranza, in virtù della relazione tra uomini, donne, pastori, Magi e Dio.


Una realtà che si rinnova oggi e sempre in quanti ancora sperimentano la condizione di respingimento e di indifferenza alle porte del nostro fortino europeo. Confini che diventano Luoghi carichi di Speranza grazie a relazioni tra mani tese in cerca di una vita migliore e quanti (ancora troppo pochi) si rimboccano le maniche alla ricerca instancabile di quell’ “alba dentro l’imbrunire” (cit.), “verso un mondo dove è ancora tutto da fare e dove è ancora tutto, o quasi tutto, da sbagliare” (cit.).


Buon Natale!


Pisa, 25 dicembre 2021


Paolo M.